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« "Soffi teir."

"Che?"

"Andiamo alle 6." »

RECENSIONE FILM - Soffi teir (Soft Air) è un video di Yotobi, recensione del film italiano del 1998 Soft Air - Aria Compressa, diretto da Claudio Masin.

Dopo essere stato caricato nel 2012, durante il "periodo giallo" delle recensioni, ed aver riscosso un grande successo su YouTube, nel 2015 il video è stato rimosso dalla piattaforma per motivi di infrangimento di copyright. Successivamente, la recensione è stata ricaricata da altri utenti nel 2016.

Descrizione[1]

« È da un po' di tempo che non recensisco un film del nostro Paese... E ci sarà un motivo... »


La trama

Yotobi Soft Air
« Ma che cazzo di dialoghi sono?!! Se li ascoltate di fila non hanno un senso logico! »

Dopo la consueta sigla, inizia subito la recensione del film, con Yotobi che, dopo aver fatto notare che era da un po' che non recensiva un film italiano, si trova perplesso già all'inizio, in cui due protagonisti stanno parlando al telefono, peraltro doppiati malissimo, con dialoghi senza alcun senso logico, come se stessero parlando sotto una specie di delirio. Nella scena successiva facciamo la conoscenza di un altro protagonista, presentato con una lunga e fastidiosa ripresa a 360° mentre parla al telefono con la sua ragazza, la quale sta palesemente leggendo le battute da dire su un foglio, esattamente come Alberto Tomba in Alex l'Ariete, altro film recensito da Yotobi in passato.

Dopo altre scene piene di situazioni e dialoghi assurdi (come la scena in cui un personaggio che parla da solo in auto), Yotobi commenta la scena di una festa in cui si vede sul palco un cantante che paragona a Ronnie James Dio, ma completamente agli antipodi musicalmente.

« Oh, ma la trama dov'è? Andate avanti invece di fare il cazzo che volete! »

Il film procede ancora senza il minimo accenno di trama, fino a quando si arriva alla scena più famosa del film, in cui i protagonisti si organizzano per praticare insieme una sessione di soft air la mattina dopo: il momento in cui un personaggio storpia il nome dell'attività, pronunciandolo "soffi teir", divenuto in breve tempo un tormentone del web, dà vita a una battuta ricorrente che Yotobi riprenderà per tutta la durata della recensione, ogni qualvolta verrà pronunciato quel termine.

Dopo altre scene eccessivamente lunghe e completamente inutili ai fini della storia, Yotobi fa notare come siano trascorsi 31 minuti dall'inizio del film e come la trama non si sia ancora minimamente sviluppata. Finalmente, dopo quelli che Karim definisce "minuti di vuoto cosmico", si entra nel vivo della trama, ovvero degli assassini che fingono di praticare softair sterminando i loro avversari con armi vere: i protagonisti vengono infatti attaccati e feriti dagli assassini, ed è qui che Yotobi commenta ulteriori assurdità della trama, come il fatto che nonostante siano in grande numero i protagonisti abbiano portato con sé una sola borraccia d'acqua e decidano di mandare una di loro a recuperarne dell'altra da sola. Come se non bastasse, dopo che questa viene catturata, gli altri ragazzi decidono di dividersi e cercare la loro amica urlando, rendendosi bersagli facili per i cecchini.

« Già che ci sei vestiti di rosso fuoco e disegnati un bersaglio sulla testa, Dio santo! »

Questi allora escogitano un piano per uccidere i protagonisti ma uno degli assassini cade stupidamente in una trappola e viene messo KO, facendo infuriare ancora di più Yotobi, esasperato dalla stupidità generale di tutti i personaggi.

La scena successiva, in cui il gruppo trova la ragazza ferita in un casolare abbandonato, mette in evidenza lo scarsissimo livello della recitazione degli attori, che Karim commenta sostenendo che un piccione spiaccicato sull'asfalto avrebbe senz'altro recitato meglio. Altra scena recitata terribilmente, è quella in cui un personaggio si dispera urlando per la morte del suo amico, azione che tra l'altro porta i protagonisti ad essere scoperti dai nemici.

« Bravissimo! [applauso] Hai appena vinto il premio di personaggio più imbecille dell'anno! »

Mentre, nel frattempo, si è fatta notte (nonostante nel film non siano presenti salti temporali), Yotobi rimane allibito da un'altra scena diventata famosa, in cui il proprietario del campo di softair apprende della presenza degli assassini al telegiornale, ma non li riconosce fino a quando l'identikit dell'assassino di colore mostrato in televisione non viene colorato, rendendo ancora più surreale la scena. Dopo altre morti causate dalle azioni sconsiderate dei protagonisti, e dopo altri esempi di pessima recitazione, Yotobi dichiara di non sopportare più i personaggi e di non vedere l'ora che il film finisca, fino a quando non si arriva finalmente a un punto di svolta quando i carabinieri giungono al campo di soft air trovando subito gli assassini, rivelando così che tutti i personaggi si trovavano praticamente a pochi passi dalla strada.

Soffi Teir

Un personaggio del film nell'ormai celeberrima scena del "soffi teir".

Il finale

« [Questo film] è un abominio di recitazione, scene senza senso e inutilità generale come non ne vedevo da anni. »

Yotobi rivela che, incredibilmente, quello era il finale del film, con i protagonisti ancora vivi che vengono salvati e gli assassini arrestati, commentandolo come "completamente a caso, assolutamente antiadrenalinico e che lascia addosso un senso di inutilità incredibile". Alla fine del film, compare poi la scritta "dopo alcuni mesi, i ragazzi continuarono a praticare il gioco del soft air", che Yotobi commenta sarcasticamente per poi constatare infine come il film non dia la minima spiegazione del motivo che spinge gli assassini a compiere tutti questi omicidi.

Scena clou

« Ma sì, dai che è lui! Riconoscilo! O dobbiamo giocare a Indovina Chi?! »

La scena clou, secondo Yotobi, è quella dell'identikit.

Conclusione

Conclusa la recensione, Yotobi spiega che il film è del 1997, poi saluta gli spettatori informandoli di aver caricato nello stesso giorno un vlog nel suo canale secondario.

Cancellazione

Questa recensione era stata caricata originariamente il 10 febbraio 2012, lo stesso giorno della pubblicazione del vlog 31 nel secondo canale di Yotobi.[2]

Il video aveva riscosso un grandissimo successo, raggiungendo in tre anni le 2 milioni di visualizzazioni, fino a quando, il 17 settembre 2015, Yotobi comunicò in dei post sulla sua pagina Facebook e sul suo account Twitter che la recensione era stata rimossa da YouTube dai detentori dei diritti del film, cosa che causò anche uno strike al canale.[3][4] Alcuni hanno ipotizzato che il responsabile dell'azione legale contro la recensione sia lo sceneggiatore del film Marco Castagna.[5]

Tuttavia, il 18 luglio 2016 un utente ha ricaricato la recensione su YouTube, senza monetizzare il video, che è pertanto nuovamente disponibile al pubblico.

Accoglienza

Il video ha ottenuto un grande successo fin da subito, accumulando oltre due milioni di visualizzazioni in tre anni. Secondo Yotobi, si tratta di uno dei suoi primissimi video a raggiungere il milione di visualizzazioni, e contribuì a portare numerosi iscritti al canale.[3]

Molte scene dalla recensione sono inoltre diventate nel giro di breve tempo dei veri e propri tormentoni, una su tutte la famosissima scena in cui un personaggio esclama "soffi teir!", a tutt'oggi uno dei momenti più famosi da un video di Yotobi.

Curiosità

  • Nel prendere in giro la scarsa qualità della trama del film, Yotobi cita a un certo punto la teoria delle scimmie dattilografe dell'astrofisico inglese sir Arthur Eddington: se un esercito di scimmie battesse per un tempo sufficiente sui tasti di macchine da scrivere, produrrebbe prima o poi tutti i libri del British Museum

Note

  1. https://www.youtube.com/watch?v=9Pou-IFu8L0
  2. https://www.youtube.com/watch?v=ISS5AQKK09E
  3. 3,0 3,1 https://www.facebook.com/permalink.php?id=276316468695&story_fbid=10154212230938696
  4. https://twitter.com/yotobi/status/644589882594168832
  5. https://www.pallequadre.com/2015/09/censurata-recensione-soft.air-soffiteir.html
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